La festa del pane

Nella nostra scuola la festa del pane rappresenta un momento comunitario di grande valore. L’idea di condividerla con i genitori ed il territorio è sorta dalla consapevolezza che le maestre hanno maturato con l’attività del “fare il pane con le proprie mani” con i bambini, svolta quotidianamente. E’ un’esperienza educativa molto profonda, i bambini sperimentano questo momento in modo intenso, assaporano il prodotto con gioia e con il rispetto che ha sempre contraddistinto le culture del passato nel rapporto con questo alimento. Per noi maestre è un punto di partenza, che ci collega al ciclo dell’anno, al mistero della nascita, della vita, della morte, al grande dono che cielo e terra offrono all’essere umano. L’animale, la pianta, non elaborano l’alimento lo consumano così come lo trovano in natura, o meglio, lo trasformano internamente per istinto secondo la propria specie. L’uomo attraverso il lavoro elabora le sostanze con le proprie mani, con il proprio amore e con il proprio intelletto. Ne viene fuori qualcosa di speciale, di “altro” dalla natura, qualcosa in cui viene infuso nel mondo, lo spirituale, che, ritrovato nel pensiero e nella volontà liberata dall’istinto, solo l’uomo può riconnettere all’universo con la sua coscienza. Il pane ha in sé tutto il mondo, tutto l’universo. Festeggiare nel mese di giugno questo evento, ci ricollega alla festa della mietitura che nella cultura contadina rappresentava un momento di grande condivisione e gratitudine e ci proietta nel futuro, nella speranza che, il contatto con la materia della natura che i nostri bambini possono avere quotidianamente, li aiuti a crescere in una dimensione di rispetto della natura, dell’altro, di se stessi e dei misteri dell’universo.